sito di o' professore
Samarcanda NO tu NO - 2010
 

Km
Giorno Data Tappa Paesi parz. tot.
10 sab 07 ago  Miyando'ab - Masuleh IR 503 4612
Camion Camion... Camionisti ...e camionisti

Lasciamo Miyando'ab e le sue pizze senza particolari nostalgie. La direzione è quella per Takab. Prima di questa cittadina deviamo a sinistra, quasi ritornando indietro, imboccando la strada che va al sito che vogliamo visitare in mattinata: Takht-e Soleiman.

Zendan-e Soleiman Zendan-e Soleiman (forse ) Camionisti Accesso a Takht-e Soleiman (sicuro  )

Pensando di essere arrivati a destinazione stiamo per smontare dalle moto. Ma il sito che si intravvede è forse Zendan-e Soleiman ("Prigione di Salomone"), una vetta conica alta un centinaio di metri; se fosse stato Zendan, sulla cima si sarebbe potuto osservare un cratere vertiginoso dal quale fuoriescono fumi sulfurei velenosi. In effeti, sulla sommità notiamo un po' di gente, ma capiamo che non può essere Takht-s Soleiman; quindi ripartiamo e continuaiamo per 4-5 km prima di arrivare finalmente al sito che cercavamo.

Takht-e-Soleiman 1
Takht-e-Soleiman 3
Takht-e-Soleiman 2Takht-e Soleiman: particolari

La fortezza, situata sulla sommità di una collina, data 1500 anni ed è Patrimonio dell'Umanità dell'Unesco. E' stata centro spirituale dello zoroastrismo, un'antica religione preislamica. Al suo interno vi è un laghetto di origine vulcanica le cui acque (venefiche anche queste) fuoriescono da un ruscelletto in prossimità dell'ingresso. Il suo nome ("Trono di Salomone") non ha nessuna attinenza con il re Salomone dell'Antico Testamento e pare sia stato solo un'invenzione dei guardiani del tempio per evitarne la distruzione ad opera degli invasori arabi, notoriamente rispettosi dei profeti biblici.

Takht-e Soleiman: ragazze 1   Takht-e Soleiman: ragazze 2 Takht-e Soleiman: ragazze Takht-e Soleiman: ragazze 3  

Terminiamo la visita e ci rifocilliamo allo shop posto all'ingresso della struttura. Mi sto pigramente crogiolando al sole quando vedo fuoriuscire uno sciame di ragazze pissi-pissi. Sono simpatiche e buffe, quindi mi viene spontaneo fare qualche clic; se ne accorgono e aumentano il pissi-pissi e, quando mi passano davanti, faccio un cenno per farle avvicinare. Tirano dritto, e mi sembra pure giusto. Dopo due secondi mi arrivano alle spalle, vogliono vedere le foto! Come suol dirsi... tutto il mondo è paese. 

Imam 1 Imam che legge Camionisti Imam che interroga il prof

Subito dopo noto un imam interessato a leggere la storia del sito, trascritta in un "libro" scolpito nella pietra. Quando ci accingiamo a partire, l'imam gironzola fra le moto, curioso e interessato a parlare con noi. Con il povero inglese che contraddistingue entrambi, scambiamo qualche informazione e gli auguri di buona giornata e felice viaggio.


Da Takab a Zanjan. [clic per ingrandire]

Riprendiamo la strada, dapprima fino a Zanjan e poi per raggiungere Abbar, nella valle del Qezel Owzan. Qui ci troveremo esattamente alle spalle di Masuleh, meta della giornata, dalla quale ci separa il rilievo del Kahha-ye Tales, con cime oltre i 3000 m. Per arrivarci , scopriamo esserci due alternative, da destra o da sinistra, la più corta di un centinaio di km... ed è abbastanza tardi. Chiediamo se c'è uno sterrato agevole che attraversi i Tales; ci rispondono di si, camioncini e muli di solito la fanno! Non so come siamo classificati noi, ma avete indovinato che abbiamo incominciato a inerpicarci...


Uno dei tratti più agevoli e piacevoli
dello sterrato per Masuleh [clic per ingrandire]

Superato un primo tratto asfaltato, giungiamo presto allo sterrato. Questo, piacevole all'inizio, diventa ben presto più impegnativo, almeno per le mie capacità, la mia moto, la soma trasportata. Si percorrono continui saliscendi; in salita supero uno scassato motocarro che mi affumica e impolvera, in discesa vengo superato a mia volta, in prudente rallentamento. Il fondo è infatti sdrucciolevole, a causa della natura argillosa del terreno; per lo stesso motivo, le piogge hanno formato dei canaloni che in alcuni tratti impegnano abbastanza. A qualche bivio dobbiamo scegliere "a naso" o chiedere a qualche sporadico pastore sulla giusta alternativa da prendere.

Incomincia a calare il buio, il che, data la situazione, non è il massimo delle aspirazioni... il piacere viene sostituito da timore ed estrema circospezione. Ettore e Marzio riescono ad andare più disinvoltamente, Giovanni mi precede ma è sempre attento a non distanziarmi per non lasciarmi solo.

Dopo una 60.na di km è buio pesto, sempre su strada sterrata. Intravvedo le luci di Masuleh! Non faccio in tempo a rilassarmi che il motore perde bruscamente potenza andando, come si dice, a 1 cilindro. Mi preoccupo poco; penso a qualche candela, domattina si provvederà. Ad un km dalla destinazione mi sento aggredito da un gruppo di giovani sbucati dal buio e arrivati in macchina fin lì da Masuleh. Mi chiedono alcool, loro offrono sigarette, sono solo e non mi sembra prudente fermarmi, quindi "sgasso" (si fa per dire!) e mi allontano. Il mio arrivo in paese è mesto e privo di entusiasmo, raggiungo gli altri davanti al Masuleh Hotel e parcheggio, dopo non poche difficoltà, per l'ingombro di macchine che stazionano. 

Da un consulto a 4 sulla situazione emergono alcune preoccupazioni. La transalp riesce ad andare a 2 cilindri anche se una candela va in avarìa; quindi le candele "partite" sono almeno due. Strano. Comunque, la questione viene rimandata all'indomani. Godiamoci la serata!

Masuleh è un villaggio millenario abbarbicato sul fianco di una montagna, a tal punto che il tetto di una casa finisce davanti all'ingresso di quella immediatamente superiore. Numerose terrazze vengono usate come punti ristoro ma anche per affittare "loculi" rettangolari di pochi metri quadrati, nei quali molte famiglie usano mangiare e dormire durante la permanenza di uno o più giorni. Noi ceniamo su una di queste terrazze, passando ben presto all'interno della struttura, causa spifferi provenienti dal vallone. La serata finisce, come sempre, dopo un po' di "cazzeggio" e di esame della situazione.