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Capo Nord 2006
gg Data Partenza Arrivo Paesi km Parz. km Tot.
15 gio 13 luglio Alta Honningsvag (NORD KAPP) N 210 6271
   

Hitte: http://www.nordkappcamping.no/

Sole a Mezzanotte sulla Rupe!!!


ALTUna tipica casetta-rifugio della regione a nord di Alta. L’immancabile bandiera, simbolo dell’orgoglio norvegese,è  presente in quasi tutte le rare casette delle lande desolate

Oggi è il grande giorno: terminerà sulla scogliera di Nord Kapp!

Alta, cittadina dell’estremo Nord, ha un fascino che, personalmente, mi attira poco: edifici estesi, centri alberghieri o commerciali, isolati uno dall’altro da grandi spazi quasi interamente adibiti a parcheggio. La parte più antica, sulla costa, è una fila di casette di legno che però non hanno e non danno quel colore tipico delle casette di Bergen o di Trondheim.

Lasciamo Alta di buon’ora, come al solito; Francesco e Palmina si involano con la loro BMW, dandoci appuntamento ad Honningsvag. Loro hanno il problema dell’alloggio, noi abbiamo prenotato.

I primi cento chilometri attraversano un paesaggio bello e rilassante, con alberelli che stentano a venire su, preferendo rimanere smilzi e confondendosi così con il cespugliame attorno. Il tempo è nuvoloso ma non piove e non tira vento, quindi si riesce a godere dei paesaggi e della guida.

I successivi cento chilometri, finali, sembrano fatti apposta per recarsi solo a Capo Nord; poche casette, un campeggio striminzito. La strada costeggia la parte destra della penisola che precede l’isola di Mageroya ed è percorsa da molti motociclisti, pullman e… ciclisti, ben attrezzati anche per campeggiare.

L’isola di Mageroya verrà raggiunta da un tunnel sottomarino, dal caratteristico dislivello iniziale, verso il basso, e finale, verso l’alto. All’uscita del tunnel… si paga il pedaggio!

Sosta pre-CapoNord 1I principali abitanti della zona, le renne, spesso pericolosamente “on the road”, come me e Mario! Una di esse sembra guardare quello strano pachiderma… Sosta pre-CapoNord 2…che gli si è fermato vicino.

Sotto una leggera pioggerellina, raggiungiamo finalmente la graziosa cittadina di Honningsvag, e apprendiamo che il nostro campeggio si trova ancora qualche chilometro più a nord, sulla strada per NordKapp, a sua volta distante 35 km. Facciamo questi ulteriori chilometri, entriamo alla reception e sbrighiamo le varie pratiche di ingresso. Ora sta piovendo a dirotto.

È abbastanza presto, quindi sbrighiamo diverse faccende (igiene corporale, telefonate di rito, spese alla reception per cartoline, regali e souvenir, diamo una buona dose di olio alla catena della bestia). Telefoniamo ai nostri due amici che ci dicono che hanno trovato una camera nel centro di Honningsvag e che sono già andati alla rocca dove hanno trovato pioggia e forte vento, che rendeva difficile la guida sui crinali. Ci diamo appuntamento per la cena, dopo il loro ritorno in paese.

Con Mario avevamo già deciso di andare al Capo dopo cena, per trovarci là intorno a mezzanotte, cosa consueta per chi va a visitare quel luogo. Dopo la telefonata con Francesco eravamo ancora più convinti della bontà della nostra scelta e speravamo anche in un miracolo: che smettesse di piovere e schiarisse, per poter osservare bene il “sole a mezzanotte”. Un pio desiderio, visto il tempo infame che ancora perseverava.

All’ora convenuta ci rechiamo all’albergo della coppia di amici. Lo troviamo con difficoltà, dopo aver chiesto inutilmente informazioni a dei passanti (italiani!, scesi in libera uscita da una nave della Costa Crociere ancorata nel porto); attendiamo i nostri amici gocciolanti nella hall dell’albergo, quindi ci mettiamo alla ricerca di un posto decente per cenare.

Troviamo un grazioso pub-ristorante proprio dirimpetto alla Costa attraccata, in una posizione in cui ci sembra di essere prossimi a un impatto con questa grossa imbarcazione.

Nel ristorante troviamo anche due ragazzi italiani in vacanza; loro stanno mangiando un piatto a base di carne di balena (?!). Io e Mario ordiniamo, invece, un piatto a base di renna (?!). Ci sembra di essere degli sconsiderati antianimalisti. Anzi, io dovrei essere considerato un vero e proprio cannibale; telefono a mia moglie per farla partecipe che in quel momento la stavo… mangiando.

Dal ristorante a Honningsvag - 1La Costa Crociere, osservata dal nostro ristorante, attraverso i vetri gocciolanti per la pioggia
Dal ristorante a Honningsvag - 3Uno dei piatti “politically incorrect” consumati nel ristorante “per cannibali”
Dal ristorante a Honningsvag - 2Una donna lappone, in abiti caratteristici, corre a vendere souvenir ai turisti della Costa.

Stiamo per terminare la cena quando ci scopriamo, io e Mario, a guardarci furbescamente negli occhi: nel cielo si era aperto un varco dove il sole faceva capolino con luce e calore che inondavano di speranze, quasi certezze. Francesco ci guardava con occhi che dicevano pressappoco: “ che culo che avete!”.

Accompagniamo i nostri amici in albergo e ci salutiamo definitivamente: loro avevano esigenza di rientrare quanto prima, quindi non avremmo più potuto fare tappe insieme. Per la verità, Mario non ne è molto dispiaciuto; sembrerà strano ma, a lui, il modo frettoloso di procedere di Francesco non era mai andato a genio e preferiva procedere più liberamente, per gustarsi i posti. E come dargli torto; del resto, per che cavolo uno va a Capo Nord!

Ci indirizziamo verso il campeggio, ma notiamo un Intenet cafè nella zona del porto: ne approfittiamo per dare un’occhiata ai messaggi degli amici della Lissta e ci commuoviamo per la solidarietà comunicataci da molti. Decidiamo però di non partecipare alle discussioni; non avremmo avuto la possibilità di essere presenti nel dialogo successivo in real time.

I luoghi di Capo NordI luoghi di Capo Nord

Ritorniamo quindi al campeggio, ci attrezziamo dell’indispensabile e iniziamo l’ultima trentina di chilometri che ancora ci separano dalla rocca. Il cielo è terso e le poche nuvole rimaste sono leggere e trasparenti… ma c’è tanto vento e il sole colpisce dritto negli occhi. Mario mi passa la guida, dopo che gli ho fatto presente che il mio casco è fornito di visiera anti-sole e che al vento ci ero ormai abituato, tseeh! [Sembra essere passata un’eternità da quando, meno di due anni prima, procedevo con timore dietro a Nico Urbano, in autostrada, di notte, mentre ritornavamo insieme dal primo Pizzata, sotto la pioggia sferzante e, per la prima volta in vita mia, con un vento che mi costringeva a procedere inclinato di una decina di gradi!]

La strada per la rocca è pericolosamente bella. La salita è dolce, ondulata, una linea curva su un altopiano che si affaccia da più lati sul minaccioso mare del nord; non ci sono protezioni laterali e spesso la strada diventa un colle, dopo il quale non è dato sapere se procede ancora dritta o gira a destra o sinistra, mentre i bordi degradano su dirupi e panorami mozzafiato e il vento e il sole accecante ti aiutano a ricordare che ci vuole poco per andarli a visitare personalmente!

Il mappamondoEcco i nostri eroi sotto il mappamondo di Nord Kapp, mentre mostrano le bandierine dei loro club di appartenenza. Si può dare torto all’osservazione di Mario?!

Arriviamo finalmente in vista della barriera di Nordkapp: infatti, si pagava, 390 NOK in due). Restituisco la cortesia a Mario e gli lascio l’onore di entrare nel Nordkapphallen alla guida della SUA Transalp.

Siamo commossi entrambi e “battiamo un cinque” due volte per liberarci da tutte le scorie del viaggio e per autocomplimentarci a vicenda per “avercela fatta”, nonostante tutto.

Parcheggiamo ed entriamo nella grande costruzione dove si può trovare di tutto: monumenti commemorativi, servizi, cappella multireligiosa, musei, ristoranti, bar, shop, souvenir, servizio postale… Un tunnel porta su una balconata scavata nella roccia, dalla quale si può ammirare il fenomeno del “sole a mezzanotte” con una coppa di champagne in mano. Io e Mario non lo abbiamo fatto: giuro!

Ci rechiamo al famoso mappamondo per fare le fotografie di rito. Avevamo promesso a Dario Serra e Nico Urbano che ci saremmo fatti fotografare con le bandierine degli Irriducibbili e del Tavesuvio in mano. Li accontentiamo. Mario, visti i risultati, esclamerà più tardi che “sembriamo due minorati imbecilli”, o qualcosa del genere.

Scattiamo altre foto da più angolazioni, attenti a non farci trasportare dal vento verso quei bordi della rupe che avevano perso le transenne; per avere le mani libere metto le bandierine sotto la giacca… Perse, volate via! Meglio pensare che siano state “liberate” appositamente a Capo Nord! ;-)

Immagini della Rupa - 1
Immagini della Rupa - 2>
Immagini della Rupa - 3
Immagini della Rupa - 4

 

Ritorno dal GloboFoto scattata alle ore 0.41.26, mentre ritorniamo al campeggio. All’andata l’immagine era più nitida, ma eravamo sotto le sferzate del vento, chi aveva voglia di fermarsi?!
Il nostro campeggio a CapoNordAlle ore 0.49.52, il nostro campeggio si presentava così. Era notte e la gente dormiva ma vederlo così illuminato a giorno faceva un certo effetto.

Dopo qualche altro cazzeggio, foto e un giretto nella galleria museale, ritorniamo felici e contenti verso il campeggio.

Stavolta guida Mario, con vista, sole e vento a lui più favorevoli.

Pernotto

Nordkapp Camping – 9750 Honningsvag - +47 78 47 33 77
http://www.nordkappcamping.no/
500 NOK (colazione non compresa)
Ottima sistemazione per un prezzo modesto, in relazione ai posti e alla qualità dei servizi. La stanza era una delle tante in uno stesso grande bungalow, dotato di ampia e ben fornita cucina. Il mattino dopo vi faremo colazione comodamente con il nostro caffè e altro procurato nella reception.